Lucchesi all’estero, preoccupa l’approvazione del “pacchetto cittadinanza”

Lucchesi all’estero, preoccupa l’approvazione del “pacchetto cittadinanza”

Redazione

di Redazione

LUCCA - A sottolinearlo è Ilaria Del Bianco, presidente dell'associazione Lucchesi nel Mondo: "Ci stiamo attivando per portare le istanze delle nostre comunità al Ministero". Convocato direttivo per lunedì 7 aprile.

Fa discutere il decreto legge sullo Ius sanguinis. Sul provvedimento, che ha acceso un ampio dibattito in corso in questi giorni, interviene Ilaria Del Bianco, presidente dell’associazione Lucchesi nel Mondo (4800 famiglie aderenti nel mondo ed 80 tra delegazioni e circoli sparsi in ogni continente), e presidente emerita di UNAIE (l’Unione Nazionale delle Associazioni degli Immigrati ed Emigrati che rappresenta 20 associazioni storiche).

“Nel tempo, anche durante precedenti Governi, si è rafforzata l’intenzione di mettere mano alla legge sulla cittadinanza ed apportare ad essa delle modifiche onde regolamentare una questione effettivamente delicata: se infatti andiamo a verificare quantitativamente la platea di coloro che, potenzialmente, avevano diritto di ottenere la cittadinanza italiana con le precedenti regole, i numeri sono davvero enormi, con ipotizzabili ricadute gestibili con difficoltà in molti ambiti”, dichiara Ilaria Del Bianco. “Il taglio apportato è però forse eccessivo, andando ad escludere una larghissima, enorme fetta di oriundi che si sentono davvero Italiani”.

“Tale decisione, inoltre, è stata vissuta dai nostri conterranei all’estero come una manovra in totale contrasto con le politiche dello stesso Ministero degli Esteri che sul turismo delle radici, nel 2024, ha investito 20 milioni di euro del PNRR.”, prosegue.

Il Decreto Legge numero 36 del 28 marzo 2025 introduce significative modifiche alla normativa sulla cittadinanza italiana. La misura, adottata con carattere d’urgenza, interviene su diversi aspetti chiave della normativa vigente, in particolare sulla legge 5 febbraio 1992, n. 91 che disciplina la cittadinanza italiana e in particolare pone nuove restrizioni sulla trasmissione automatica della cittadinanza ai nati all’estero limitandole alla seconda generazione e richiedendo la dimostrazione di vincoli effettivi con la Repubblica Italiana.

“È certamente poco coerente invitare i nostri conterranei all’estero a tornare nella propria terra di origine e poi dire loro che, no, non sono e  non potranno essere Italiani”, ha dichiarato ancora la presidente dei LnM che proprio lo scorso gennaio a Mestre, nell’ambito di un evento organizzato da UNAIE, aveva avuto modo di incontrare il senatore Roberto Menia (FdI), vicepresidente della 3ª Commissione permanente (Affari esteri e difesa), membro del Comitato parlamentare Schengen, Europol e immigrazione e membro della Delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea parlamentare dell’Iniziativa Centro Europea, il quale è stato primo firmatario di una delle molte proposte di revisione di criteri di riacquisto della cittadinanza depositate in Parlamento.

“Il senatore Menia è stato molto disponibile nell’ascoltare e recepire le istanze portate da UNAIE in rappresentanza di tutte le associazione ad essa aderenti – precisa la presidente – comprendendo con immediatezza la necessità di trovare un equilibrio tra i sentimenti di italianità dei nostri all’estero (ed i diritti sinora a loro garantiti) e l’urgenza di perimetrare in qualche modo la questione del riacquisto di cittadinanza anche nell’ottica – non secondaria – di evitare storture talvolta ai limiti della legalità.”

Questa restrizione ha generato grande preoccupazione tra le comunità lucchesi all’estero, in particolare in Sud America, dove il legame con le radici è ancora molto sentito.

La presidente Del Bianco ha convocato, al fine di esaminare nel dettaglio le misure previste dal Decreto, un direttivo della Lucchesi nel Mondo per lunedì 7 aprile 2025: in quella sede saranno discusse anche eventuali azioni dell’associazione al fine di portare al massimo livello politico la richiesta di una modifica al decreto che riequilibri le diverse istanze, anche in considerazione del fatto che, a livello parlamentare, sono già emerse fin da subito sensibilità diverse nella stessa maggioranza.