Lucchese, facciamo finta che tutto va ben, tutto va ben…

Lucchese, facciamo finta che tutto va ben, tutto va ben…

Guido Casotti

di Guido Casotti

CALCIO C - Situazione in piena evoluzione e molto fluida alla Lucchese. La profonda crisi societaria e la lunga fase di stallo hanno indotto i calciatori ad annunciare un clamoroso sciopero per la partita di sabato a Pontedera. Coletta & C. chiedono alla nuova proprietà di agire con i fatti. Il periodo delle parole e del pericoloso immobilismo è finito. E' forse uno dei momenti più difficili nei 120 anni di storia della gloriosa Pantera.

Nel 1975 il pezzo fu portato al successo da Ombretta Colli, moglie del grande Giorgio Gaber, e si intitolava “Facciamo finta che tutto va ben, tutto va ben”. Già, da copiare e incollare alla situazione paradossale e assurda, drammatica calcisticamente parlando che ormai da tempo accompagna la Lucchese. La dura ma opportuna presa di posizione dei calciatori rossoneri di martedì pomeriggio è lo specchio fedele del disagio che stanno vivendo da circa due mesi al proprio destino e sostenuti dall’affetto e da qualche soldo di chi ha ancora a cuore le sorti dell’amata Pantera. Non si può dire la stessa cosa di altre componenti, forse di un’intera città. Insomma Coletta & C. hanno voluto scovare la nuova proprietà che giovedì mattina ha indetto una conferenza stampa. Soldi e non parole è il motto che ci sentiamo di coniare e di appoggiare in pieno. E tutto questo ove si consideri che sabato, a questo punto forse, si giocherà Pontedera-Lucchese perchè se venerdì non succederà nulla e i giocatori della Lucchese terranno fede al comunicato suddetto, è evidente che al Mannucci non rotolerà nessun pallone. E questo sarebbe ancor più delittuoso poichè questa squadra e lo staff tecnico hanno dimostrato professionalità e attaccamento alla maglia sciorinando tra l’altro nell’ultimo periodo anche una serie di partite convincenti o addirittura strepitose come quella di domenica scorsa quando al Porta Elisa ne ha fatto le spese la vice capolista Ternana. Chiaro che qualora la situazione dovesse precipitare e non disputarsi la gara di Pontedera anche la conclusione del campionato diventerebbe a rischio. Una retrocessione sul campo e con il rischio concreto del quarto fallimento comporterebbe di ripartire dagli inferi dei dilettanti. Ma ce ne sarà ancora voglia ?