TOSCANA - L'iniziativa coinvolgerà tra le 600 e le 1000 persone, dalla Regione, fino ai comuni e le province. Il progetto è curato dall'Agenzia Spaziale Europa per saper leggere i dati satellitari.

Una iniziativa che coinvolgerà tra le 600 e le 1000 persone, dalla Regione, fino ai comuni e le province, per una lettura del territorio toscano direttamente dallo spazio. È l’obiettivo del percorso di formazione del progetto IRIDE, curato dall’Agenzia Spaziale Europa e con cui la Regione Toscana è la prima a sancire un accordo in tal senso. Un modo per saper leggere i dati satellitari utili al monitoraggio della qualità dell’aria, del verde urbano, delle foreste. Solo per fare alcuni esempi.
Il progetto si svilupperà lungo un anno e mezzo, fino al giugno 2026, ed è strutturato in tre livello: Livello per i decisori politici, rivolto ad amministratori e dirigenti, livello per i funzionari per chi utilizzerà direttamente questi dati e il livello per i tecnici specializzati.
“L’iniziativa formativa, promossa dall’Agenzia Spaziale Europea in collaborazione con la Regione Toscana e altri enti locali – ha detto Baccelli-, ci insegna ad utilizzare correttamente i dati satellitari che affiancano strumenti tradizionali, come le foto aeree, per fornire una conoscenza più approfondita del territorio, particolarmente in un contesto di cambiamenti climatici e trasformazioni geomorfologiche, come quelle recentemente osservate nel Mugello e nell’Alto Mugello. L’ obiettivo è quello di supportare la pianificazione strategica in vari ambiti – ha proseguito l’assessore, tra cui la mobilità, la viabilità e, soprattutto, la sicurezza idrogeologica. E garantire così la stabilità del territorio, favorendo la permanenza dei residenti e delle attività economiche, e gestendo il cambiamento con un approccio di adattamento consapevole e mirato”.
“Il problema principale – ha spiegato Casucci di Esa -è che, mentre i dati satellitari vengono ampiamente utilizzati a livello centrale (Ministeri, Unione Europea), a livello regionale e locale sono ancora poco sfruttati. In Italia, dove il monitoraggio del territorio e del paesaggio è cruciale, gli studi di mercato disponibili indicano che i comuni investono pochissimo in dati satellitari: mediamente tra i 1.700 e i 1.800 euro l’anno, una cifra molto bassa. Il motivi principali sono la mancanza di consapevolezza sulle potenzialità’ offerte da tali dati, la mancanza di conoscenza ed infine il costo. Ancora oggi, l’uso dei satelliti per il monitoraggio del territorio è considerato oneroso. Tuttavia, il sistema Iride, sviluppato dal governo italiano, mira a rendere questi dati di alta qualità accessibili a condizioni favorevoli alle pubbliche amministrazioni. Sebbene la normativa applicabile sia ancora in fase di definizione, questa iniziativa potrebbe rivoluzionare l’uso dei dati satellitari, nelle pubbliche amministrazioni consentendo a comuni, regioni e ministeri di sfruttarli senza i vincoli economici attuali. Pur non potendo sostituire completamente il monitoraggio aereo – ha concluso -, i satelliti offrono una visione complementare, con enormi potenzialità per la gestione del territorio”
Il direttore dell’urbanistica in Regione Aldo Ianniello ha sottolineato “l’importanza crescente dell’osservazione della Terra tramite tecnologie satellitari, che si affiancano ai metodi tradizionali come le rilevazioni aeree che da 50 anni la Regione Toscana compie. L’evoluzione tecnologica – ha aggiunto- ha permesso di integrare diversi strumenti, dai droni ai rilevamenti in loco, con un ruolo sempre più centrale dei dati satellitari. Questo porta a una quantità di informazioni senza precedenti, il cui valore dipende però dalla capacità di sviluppare servizi adeguati e di utilizzare efficacemente questi dati per la gestione del territorio”
Per la responsabile del settore dell’organizzazione e sviluppo risorse umane in Regione Simona Volterrani “si tratta di un progetto formativo che punta a diffondere la consapevolezza e le competenze necessarie per l’utilizzo dei dati satellitari nella gestione del territorio. L’iniziativa coinvolgerà tra le 600 e le 1000 persone, non solo all’interno della Regione Toscana, ma anche nei comuni e nelle province, in linea con l’approccio regionale alla formazione estesa alla rete territoriale. Il progetto si svilupperà lungo un anno e mezzo, da oggi fino a giugno 2026, con l’obiettivo di costruire una rete di competenze che permetta di sfruttare al meglio le potenzialità offerte dai dati satellitari nella gestione e nella pianificazione del territorio”.